Quando rivolgersi ad uno Psicologo?


Può essere utile rivolgersi allo psicologo quando si percepisce il bisogno di essere supportati nella gestione di un conflitto presente o passato relativo uno o più dei seguenti campi:
.una maternità imprevista
.l’assunzione del ruolo genitoriale
.favorire il dialogo nella coppia
.affrontare il difficile percorso dell’adolescenza
.facilitare ed incrementare le proprie capacità di comunicazione nelle relazioni interpersonali
.appianare difficoltà lavorative
.sanare vecchie e nuove ferite
.promuovere lo sviluppo di potenzialità individuali
.utilizzare risorse interne
.favorire un maggior grado di autostima

Questo e molto altro, può dare origine ad un processo che ha la meta di facilitare il passaggio ad uno stato di maggior benessere, promovendo una più ampia consapevolezza di sé , degli altri e del mondo circostante.
 

Le origini dei nostri malesseri.

 

Secondo la prospettiva Evolutiva e la teoria del Ciclo di Vita, lungo il personale sviluppo ontogenetico, ogni individuo si trova ad affrontare compiti evolutivi specifici.
Il superamento di tali compiti fornisce al soggetto le abilità necessarie per affrontare le successive fasi ed i successivi compiti, dando il via ad una progressiva crescita e maturazione personale.
Talvolta, questo processo, può subire dei rallentamenti o delle interruzioni. Le cause sono molteplici, tra le più significative vi è il mancato superamento di una specifica fase del ciclo di vita, life-events che impattano sull’individuo e sul suo percorso, o ancora, tratti temperamentali di difficile gestione.
L’esito che questi fattori hanno sul processo evolutivo individuale, influisce negativamente sulle finalità personali e sulle modalità utilizzate per raggiungerle.
Il disagio psicologico, quindi, risulta essere la conseguenza di un conflitto fase-specifico multicausale, che si declina in diverse costellazioni sintomatologiche a seconda del carattere e dei tratti di personalità individuali.

 

Quali malesseri?

 

Il malessere psicologico può assumere differenti forme. Di seguito citerò le più comuni aree all’interno delle quali il disagio trova la sua forma di espressione diventando: sintomo.

 

AREA DELL'ANSIA


Tra i sintomi ricorrenti vi sono:
perdita di concentrazione, difficoltà a controllare la preoccupazione, sensazione di essere vulnerabile ed in pericolo, paura di perdere il controllo, timore di non saper/poter fronteggiare le situazioni, terrore di ferite fisiche o di morte, immagini visive minacciose, paura di essere valutato negativamente dagli altri, palpitazioni, tremore, sensazione di soffocamento, timore di stare in mezzo alla folla o negli ambienti chiusi, pensieri ricorrenti intrusivi, comportamenti ripetitivi, ricordi spiacevoli che vengono rivissuti in modo persistente, apprensione, irrequietezza, irritabilità.

 

AREA DELL'UMORE

Quest’area può essere idealmente ripartita in due sezioni:
quella relativa alla sintomatologia depressiva, e quella relativa una sintomatologia maniacale.
E’ importante sottolineare che tali costellazioni sintomatologiche possono coesistere ed alternarsi.

-Sintomatologia depressiva.
E’ possibile osservare: diminuzione di interesse o piacere per le attività quotidiane, senso di colpa, tristezza, sensazione di vuoto, significativa perdita di peso, agitazione, rallentamento psicomotorio, autosvalutazione, pensieri ed immagini di morte o suicidio, alterazioni nelle attività fisiologiche ed in particolare nelle sfere del sonno, attività sessuale ed appetito come conseguenza di difficoltà lavorative interpersonali o sociali

-Sintomatologia maniacale.
Appaiono sensibilmente aumentate le seguenti caratteristiche: umore persistentemente elevato, irritabilità, irrequietezza, senso di un sé grandioso, insonnia, aumento nelle attività quotidiane, agitazione psicomotoria, distraibilità, rapidità ed accelerazione dei pensieri, eccessiva autostima, progressivo aumento della loquacità.

 

AREA DELL'ALIMENTAZIONE


Tra i sintomi ricorrenti è possibile notare:
eccessiva preoccupazione relativa al peso corporeo, sensibile diminuzione del peso corporeo, scarsa autostima rispetto al soma, amenorrea, vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi o diuretici, regolari abbuffate, sensazione di perdita di controllo, esercizio fisico eccessivo o totalmente assente, rigidità di pensiero, eccessiva attenzione alle regole, tendenza al perfezionismo.

 

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